
Trump ferma attacco all'Iran e riapre alla diplomazia sul nucleare
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Donald Trump ha sospeso i pesanti attacchi programmati contro l'Iran, seguendo le pressioni dei suoi alleati del Golfo e mediatori, favorevoli alla diplomazia. Durante un'intervista sull'Air Force One, ha dichiarato che ci sono signi di un accordo su Hormuz e sulla denuclearizzazione, con i colloqui che riprenderanno già nel pomeriggio.
Il presidente ha rivelato che l'Iran era consapevole che l'attacco sarebbe stato il più grande dalla Seconda Guerra Mondiale e avrebbe avuto conseguenze disastrose. "Lo scopo non è uccidere, ma un accordo", ha affermato Trump, sottolineando il desiderio di evitare un conflitto.
In questo contesto, il principe saudita Mohammed bin Salman ha contattato Trump per esortarlo a seguire una via negoziale. Il Qatar ha presentato una nuova proposta per riaprire Hormuz, mentre l'Iran ha mostrato disponibilità a negoziare, sebbene abbia smentito di aver chiesto la sospensione dell'attacco.
Le divergenze rimangono forti, in particolare riguardo al controllo delle rotte di navigazione. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato che Hormuz "non tornerà mai alla situazione prebellica" e che i colloqui con l'Oman non riguardano l'apertura o la chiusura dello Stretto.
I governi del Golfo sono frustrati dalla strategia statunitense, temendo che un conflitto prolungato possa esporre i loro territori a ritorsioni iraniane. D'altra parte, l'Iran mira a sfruttare la vulnerabilità politica di Trump in vista delle elezioni di midterm di novembre. Secondo il Wall Street Journal, i pasdaran stanno valutando attacchi preventivi se la diplomazia fallisse, sottolineando l'incertezza della stabilità politica americana in Medio Oriente.

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