Saronni: “Vidi qualcosa in Pogacar a 19 anni. Mi piace ancora punzecchiare Moser, la ‘fucilata’ di Goodwood fu programmata”

Giuseppe Saronni: l'intuizione su Pogacar e il mito della fucilata di Goodwood

OASport
Leggi Articolo Originale
Buy me a coffee

Riepilogo IA

Giuseppe Saronni, leggenda del ciclismo italiano, continua a influenzare il mondo delle due ruote come manager e talent scout. Professionista a soli 19 anni, Saronni ha conquistato il Giro d'Italia nel 1979 e il Mondiale di Goodwood nel 1982, un trionfo che ha segnato la sua carriera.

Nel 2018, Saronni ha scovato il talento di Tadej Pogacar a Gorizia, descrivendo il giovane sloveno come "un ragazzo con la faccia da bambino e il carattere da adulto". Questa intuizione si è rivelata fondamentale, poiché Pogacar è diventato uno dei fenomeni del ciclismo mondiale, professionista con la UAE Team Emirates pochi mesi dopo.

Saronni ha anche parlato della sua memorabile vittoria al Mondiale, spiegando che "la vittoria nasce da lontano" e che la sua azione era "abbastanza programmata". Ha inoltre ricordato l'importanza della telecronaca di Adriano De Zan, che ha contribuito a creare il mito di quel giorno.

Riguardo al suo rapporto con Francesco Moser, Saronni ha rivelato che, nonostante il tempo passato, Moser non accetta ancora il passato competitivo condiviso, creando un gioco di punzecchiature amichevoli.

Saronni ha anche commentato l'assenza di Pogacar alla Vuelta, sottolineando quanto il corridore sia diventato cruciale per il ciclismo. Ha espresso ottimismo per i giovani talenti italiani come Lorenzo Finn e Giulio Pellizzari, augurandosi che possano emergere nei prossimi anni e portare nuova linfa al ciclismo, mentre riconosce il dominio attuale di Pogacar nel panorama ciclistico.

I commenti arrivano presto...

Trova tutti i riassunti IA delle notizie sportive : Ciclismo. Riassunti automatici, in tempo reale.