
Ricarica auto elettriche: attenzione alla dispersione energetica e ai costi
Riepilogo IA
La ricarica di un'auto elettrica o ibrida plug-in è essenziale, ma comporta anche perdite energetiche. Queste dispersioni si verificano per vari motivi, tra cui:
- Attivazione di sistemi a bordo dell'auto durante la ricarica.
- Differenza tra corrente alternata (AC) della presa domestica e corrente continua (DC) utilizzata dal veicolo.
- Produzione di calore nei cavi durante il passaggio di energia.
L'Adac, l'ACI tedesca, ha condotto uno studio su cinque veicoli elettrici, confrontando la ricarica tramite presa domestica e wallbox. I risultati evidenziano che:
- La dispersione energetica è maggiore con una presa domestica (2,3 kW), richiedendo più tempo e risultando meno efficiente.
- La Mercedes Cla 350 Eq ha mostrato la massima perdita (24,2%), mentre la Tesla Model Y ha registrato il 12,7%.
- Con una wallbox a potenza ridotta (4,2 kW), la perdita si attesta tra l'8,0% e il 12,8%.
Per una ricarica più efficiente, l'analisi suggerisce di utilizzare la wallbox con la massima potenza (11 kW o 22 kW), con la Renault R5 E-Tech che ha la dispersione più bassa (5,1%).
L'Adac raccomanda di considerare le prese domestiche solo in situazioni di emergenza, poiché l'elevata dispersione energetica si traduce in costi aggiuntivi. Per ottimizzare la ricarica, è consigliabile:
- Utilizzare wallbox con potenza superiore a 3 kW.
- Ricaricare l'auto dopo averla guidata, quando la batteria è ancora calda.
Per ulteriori informazioni sulle perdite energetiche, è possibile consultare i dati di Green Ncap, il programma che valuta l'impatto ambientale delle auto.
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