
Maxi Mondiale: troppe partite e poche trappole per le grandi nazionali
Riepilogo IA
Il girone sudamericano di qualificazione al Mondiale 2026 presenta un paradosso: 10 squadre e ben 18 giornate, per un totale di 90 partite destinate a eliminare solo 3 squadre, il 30% del totale, e mandarne una quarta ai playoff intercontinentali. Questo sistema crea uno spreco di energie notevole, con le grandi nazionali che faticano a restare fuori. Ad esempio, il Brasile è arrivato quinto, con 8 vittorie e addirittura 6 sconfitte, mantenendo un vantaggio di +8 sulla settima classificata.
In questo contesto, le 16 squadre eliminate dalla prima fase del torneo corrispondono all'aumento delle nazionali partecipanti alla Coppa XL, che passa da 32 a 48. Dopo un'overdose di 72 incontri, i grandi nomi del calcio devono affrontare un percorso impervio per non rischiare l'eliminazione, come dimostra la Turchia di Vincenzo Montella, che ha dovuto abbandonare il torneo inesperta e delusa, diventando la seconda squadra eliminata dopo Haiti.
Secondo il portale "Football meets data", la Germania ha avuto nel match contro Curaçao un'impressionante probabilità di qualificazione del 99,6% dopo soli 90 minuti, grazie ai 3 punti e alla differenza reti. In questo Mondiale, passeranno 8 delle 12 terze classificate, rendendo difficile l'uscita.
Un altro aspetto da considerare è la lunga attesa per le squadre già qualificate, come gli Stati Uniti, che dopo aver conquistato il primo posto il 19 giugno, dovranno affrontare una partita non competitiva il 25 giugno e attendere fino all'1 luglio per i sedicesimi di finale. Anche il Messico si trova in una situazione simile, ma avrà l'opportunità di affrontare la Repubblica Ceca ancora in corsa. In questo torneo, l'eliminazione non è affatto semplice.
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