Migliorare a poker: la gestione del nemico numero uno. Il tilt

Come gestire il tilt nel poker e tornare a vincere

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Riepilogo IA

PERDERE I COLPI FA PARTE DEL GIOCO
Il titolo di questo paragrafo è tanto vero quanto difficile da accettare. Chi vince un torneo non ha avuto due o più giornate nelle quali tutto è filato liscio. Anzi: spesso i momenti di difficoltà sono tanti, sotto vari aspetti. Saper superare gli ostacoli "mentali" è forse più difficile di tutto il resto.

Imparare tabelle, size di puntata e quant'altro non è difficile. Applicare la matematica, per quanto ostica, è abbastanza alla portata di tutti. Ma la testa: beh su quella ognuno deve auto-analizzarsi. Uno degli esempi classici è quando subiamo un cooler: un colpo sfortunato che ci fa entrare in mood negativo. Oppure se non vediamo carte e appena apriamo veniamo controrilanciati, o quando ci mostrano un bluff.

Insomma, come si dice, andare in tilt è abbastanza semplice. Soprattutto se non siamo giocatori navigati. Cerchiamo mille giustificazioni quando spesso abbiamo giocato bene e pensiamo che andare all-in con coppia d'assi sia sempre sinonimo di vittoria. Non avete mai scoppiato AA o KK o un tris al flop con colore runner runner?

Il problema di fondo è semplice: vincere un colpo con una botta di fortuna non ha un'equivalenza emotiva verso l'alto quanto un tilt lo va verso il basso. Insomma: la gioia per un colpo vinto al 5% non compensa la disperazione per uno perso al 5%. Però succede: e dobbiamo accettarlo.

MIGLIORARE A POKER: LA GESTIONE DEL TILT
Il problema non è tanto subire un brutto colpo. Il grosso "dramma" è sapere cosa innesca quel river sfortunato sul nostro gioco. La rabbia ci porta a giocare peggio sotto innumerevoli aspetti: ci facciamo il discorsetto mentale stile "Adesso basta. Entro in tutti i colpi per recuperare". Questo atteggiamento ci porta ad allargare in maniera insensata il nostro range.

Oppure chiamiamo ogni rilancio (o 3bet) senza analizzare chi ha aperto oppure la possibile mano di chi ci ha controrilanciato. Insomma: smettiamo di studiare il tavolo. Sulle varie strade del board tendiamo ad essere più aggressivi senza una corretta lettura.

Su un flop J♠ 9♠ 8♦ pensiamo sia corretto "andare rotti" con KJo solo perché in quel momento abbiamo top pair. Non consideriamo più concetti importanti come l'equity della possibile mano avversaria.

Allora che fare? Il consiglio basilare è quello di staccare sul serio. Non è obbligatorio star sempre seduti al tavolo. Avete perso un sacco perché il vostro avversario ha centrato incastro di scala sul river? Vi alzate, fate un giro, magari per distrarvi guardate qualche mano su altri tavoli. Sbollite un po' la rabbia e quando la vostra mente non ripensa in maniera costante a quel colpo di sfortuna, tornate a sedervi giocando il poker che sapete giocare.

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