
Lappartient sostiene i controlli antidoping notturni: "I corridori devono temerli"
Riepilogo IA
Il dibattito sulle ispezioni antidoping notturne al Tour de France 2026 continua a infiammare il ciclismo. Dopo le polemiche sulle visite degli ispettori dell’International Testing Agency (ITA) a Jonas Vingegaard e Tadej Pogačar tra la 14ª e la 15ª tappa, il presidente dell’Unione Ciclistica Internazionale (UCI), David Lappartient, è intervenuto per difendere l'operato dell'agenzia.
In un'intervista al Guardian, Lappartient ha sottolineato che il recente Tour è stato "pulitissimo" e che non sono emerse irregolarità . Ha affermato: "L’ITA non fa comunicati su esami negativi, ma solo quando c’è qualche positività . E di comunicati non ne sono arrivati, quindi sembra che nel Tour non ci fosse nulla di illecito".
Tuttavia, ha anche affrontato i controlli notturni, che hanno sollevato discussioni. Pur non ritenendo questa pratica da utilizzare sistematicamente, ha evidenziato la sua importanza in specifiche situazioni investigative:
Non pensiamo che sia giusto farlo tutte le notti... però, sosteniamo l’operato dell’ITA se loro ritengono di dover fare dei test specifici
Inoltre, Lappartient ha riconosciuto l'ereditĂ pesante del ciclismo, che continua a convivere con sospetti a causa del passato dello sport:
Conosco tutto quello che è stato fatto nella lotta al doping... i controlli notturni sono uno strumento in questa lotta, che però non va usato tutti i giorni
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