ImportanteI vermi marini e il doping: perché la M101 migliora le prestazioni ed è difficile da rintracciare

Tour de France 2026: il mistero della M101 e il doping nel ciclismo

Gazzetta.it
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Riepilogo IA

Il Tour de France 2026 si avvicina alla sua conclusione, con Tadej Pogacar in procinto di conquistare la sua quinta maglia gialla. Tuttavia, questa edizione della Grande Boucle è stata segnata da un episodio controverso che ha visto coinvolti Pogacar e Jonas Vingegaard. Entrambi sono stati sottoposti a controlli notturni, un’azione che ha sollevato polemiche riguardo al riposo dei corridori, dato che i controlli normalmente avvengono tra le 6 e le 23.

I controlli notturni sono stati intensificati per contrastare l'uso di microdosi di sostanze vietate, che presentano una vita breve nel corpo e risultano quindi difficilmente rintracciabili. Tra le sostanze sotto osservazione c'è la M101, un'emoglobina naturale non umana prodotta dai vermi marini. Questa sostanza agisce in modo extracellulare, rendendo complicata la sua individuazione nei test antidoping.

Il professor Pietro Mariano Casali, medico dello sport e cardiologo dell'Istituto di Cura Città di Pavia - Gruppo San Donato, ha spiegato: “Ci sono diversi modi per aumentare l’emoglobina”. Fino agli anni '80, le autoemotrasfusioni non erano vietate, mentre l'uso di eritropoietina esogena ha preso piede negli anni successivi. Oggi, si parla anche di microdosi di Epo, che il corpo riesce a metabolizzare rapidamente, rendendo più difficile la loro rilevazione durante i controlli.

Questa situazione mette in luce le sfide continue nella lotta contro il doping nel ciclismo, evidenziando la necessità di strategie di controllo sempre più sofisticate.

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