Giancarlo Ferretti raccontato da chi è diventato grande con lui

La leggenda di Giancarlo Ferretti: il maestro dei campioni del ciclismo

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Giancarlo Ferretti, scomparso il 9 agosto all'età di 85 anni, ha lasciato un'impronta indelebile nel mondo del ciclismo. La sua carriera si è estesa per 35 anni, durante i quali ha lanciato numerosi talenti, partendo dall'ammiraglia Bianchi di Gimondi nel 1970 fino alla Fassa Bortolo di Nibali nel 2005.

Ferretti ha collezionato circa 870 vittorie, rendendolo uno dei più grandi direttori sportivi della storia. Il suo funerale, tenutosi nella chiesa di San Bernardino a Lugo (Ravenna), ha visto la presenza di una significativa rappresentanza del ciclismo mondiale.

Da dilettante, nel 1962, ha partecipato al Tour de l’Avenir in Francia, distinguendosi per una fuga memorabile sul Izoard, dove è passato primo davanti alla stele di Fausto Coppi. La sua carriera è stata fortemente legata a Felice Gimondi, con cui ha condiviso momenti indimenticabili, come la tragica giornata della morte di Simpson sul Ventoux nel 1967.

Come direttore sportivo, Ferretti era famoso per il suo motto:

La miglior difesa è l’attacco

Un esempio della sua genialità strategica si è visto al Giro 1997, quando la sua squadra ha vinto la tappa di Dalmine grazie a un attacco coordinato durante il rifornimento. Tra i campioni lanciati da Ferretti ci sono nomi illustri come Tommy Prim, Moreno Argentin, Rolf Sorensen, Michele Bartoli, Paolo Bettini, Alessandro Petacchi, Ivan Basso, Fabian Cancellara, Filippo Pozzato e il giovane Vincenzo Nibali.

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