Flavio Cobolli: “Sono triste per la mia prestazione. Ero stanco e contratto, sono arrivato un po’ al limite”

Flavio Cobolli esprime disappunto dopo l'uscita agli US Open: "Ero stanco e contratto"

OASport
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Per il terzo anno consecutivo, Flavio Cobolli si è fermato ai sedicesimi di finale degli US Open, rimandando l’appuntamento con la seconda settimana a Flushing Meadows. Il 24enne romano ha subito una sconfitta in quattro set contro il giovane talento belga Alexander Blockx con il punteggio di 6-7 6-3 6-0 6-3, perdendo così una grande occasione, soprattutto dopo la sorprendente vittoria di Francisco Cerundolo su Taylor Fritz.

In conferenza stampa, Cobolli ha dichiarato:

Sono davvero triste, in particolare per la mia prestazione. È davvero difficile giocare contro di lui e penso che oggi la mia energia fosse un po’ più bassa rispetto agli altri giorni. Mi sono sentito più contratto e forse più stanco. Ho giocato senza l’energia che meritava questa partita. E questo è il risultato.

L’azzurro ha spiegato la sua prestazione:

Fino al 3-2 del secondo set mi sentivo abbastanza bene; nel primo set avevo la partita sotto controllo, poi con il break si è un po’ complicata e mi sono innervosito. Alla fine, però, credo di aver giocato un gran tie-break.

Ha poi aggiunto:

Non so cosa sia accaduto, non sentivo di avere quasi più niente da dare in campo. Ho avuto tre settimane molto dispendiose e forse, come ha detto mio padre, sono arrivato un po’ al limite.

Sui meriti di Blockx, Cobolli ha affermato:

Alex è un bravo ragazzo, anche fuori dal campo. Si è meritato di vincere e ha vinto. È un giocatore straordinario, non abbiamo ancora capito fino in fondo quale sia il suo livello. A fine match a rete gli ho fatto i complimenti e gli ho detto che farò il tifo per lui nel prossimo turno... Ma non ditelo a Francisco!

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