
La beffa della bandiera gialla frena Leclerc: "Ho alzato il piede"
Riepilogo IA
Tra allucinazione e beffa, l’obiettivo di Charles Leclerc di conquistare la prima fila al GP del Belgio sbatte contro un equivoco legato a una bandiera gialla. Durante gli ultimi secondi del Q3, Isack Hadjar della Red Bull, dopo aver offerto la scia a Max Verstappen, decide di entrare ai box. Il commissario posizionato in quel punto espone la bandiera gialla mentre Leclerc sta affrontando il suo ultimo tentativo.
Questa bandiera non segnala un pericolo sulla pista, ma avverte della presenza di una vettura nella corsia di ingresso ai box. Leclerc conferma: “Al briefing era stato discusso che lì ci sarebbe stata una bandiera gialla per la pit entry”. Tuttavia, l’equivoco nasce dalla posizione del commissario e dalla modalità di esposizione della bandiera, sventolata anziché ferma.
Uscendo dalla curva 18, Leclerc si trova di fronte a una bandiera gialla sventolante e, seguendo il suo istinto, decide di alzare il piede. Non è chiaro se il segnale riguardi solo la corsia dei box o anche l’ultima curva. “Non sapevamo esattamente dov’era. A me sembrava molto in mezzo”, aggiunge.
Il rammarico di Leclerc è palpabile: “Non eravamo lontani dalla prima fila. Per quell'ultima curva sono un po’ arrabbiato, è un peccato, una prima fila sarebbe stata una buona cosa su questa pista.” Alla fine, partirà quarto a causa della penalità di Lando Norris, ma considera che “alla fine non è poi così male scattare in seconda fila”. Ignorare una vera bandiera gialla può comportare una penalità, e Leclerc ha scelto la prudenza: “L’unica cosa che potevo vedere era la bandiera gialla e per non prendere rischi ho mollato.”
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