
La Serie A riscopre il 'calcio umano': zero rigori e Var nelle prime tre giornate
Riepilogo IA
Nelle prime tre giornate di campionato, il VAR e i rigori sembrano essere scomparsi dalla Serie A. In un contesto in cui le "on field review" sono state utilizzate in Coppa Italia e in Serie B, non c'è traccia di esse nel massimo campionato italiano.
Gli allenatori, tra cui spiccano le opinioni di Orsato e Messina, sembrano apprezzare questa nuova linea adottata, ritenendola un bene per il gioco. Tuttavia, le discussioni rimangono vive: la soglia per concedere un rigore è cambiata drasticamente. Negli ultimi due campionati, dopo tre turni erano stati assegnati 8 rigori e 6 "Ofr"; quest'anno, invece, non c'è stato alcun rigore.
La situazione attuale porta a riflessioni sullo stile di gioco:
- Più fluido e veloce,
- Un ritorno alla tradizionale interpretazione della massima punizione.
Situazioni come il "mani" di Lobotka o il contatto tra Gagliardini e N’dri in Cagliari-Lecce hanno suscitato opinioni contrastanti: "per me è rigore, per me no". Il designatore Orsato ha dichiarato: "Bisogna tornare al capitale umano, l’arbitro deve essere centrale", mentre Messina ha aggiunto: "Voglio arbitri coraggiosi".
A completare il quadro, il capo degli arbitri UEFA, Roberto Rosetti, ha sottolineato:
È calcio, non PlayStation
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