Diana Bianchedi quando era in corsa per il Coni: "Essere donna non è più un freno"

Diana Bianchedi: il cambiamento dello sport passa dalle donne e dalla preparazione

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Ripubblichiamo l'intervista a Diana Bianchedi, nuova capodelegazione della Nazionale di calcio azzurra ed ex campionessa olimpica nel fioretto, in cui condivide le sue visioni per il futuro dello sport. Le sue parole risalgono all'aprile del 2025, quando era in corsa per la presidenza del Comitato olimpico nazionale italiano (Coni), ruolo poi occupato da Luciano Buonfiglio.

Diana racconta come lo sport le abbia cambiato la vita: “Ero una bambina chiusa, isolata... poi ho iniziato a fare scherma.” Oggi, con un passato da dirigente sportiva e un ruolo nel comitato organizzatore dei Giochi di Milano Cortina 2026, si impegna per valorizzare lo sport, soprattutto per le donne.

In merito alla partecipazione femminile, sottolinea che ai Giochi di Los Angeles 2028 ci saranno più donne che uomini. “Un lungo percorso” ha portato a questo traguardo, con un aumento delle discipline femminili e una maggiore parità prevista per Milano Cortina, dove si prevede una partecipazione femminile del 47%.

Diana evidenzia anche la necessità di più tecnici e dirigenti donne nello sport, affermando: “L’essere donna non è più un freno come in passato.” Riguardo alla sua possibile candidatura alla presidenza del Coni, afferma: “Mi preparo da tanto... sono pronta perché ho tanta esperienza.”

Parlando del futuro dei Giochi, Bianchedi si concentra su due macroaspetti: il more movement e lo sviluppo economico-sociale, con progetti come “Impact 2026” in collaborazione con Muhammad Yunus. Conclude affermando: “Io sono davvero convinta di poter cambiare la vita delle persone attraverso lo sport.”

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