
Hamilton penalizzato in Ungheria: l'errore in pit-lane costa caro alla Ferrari
Riepilogo IA
La penalità di cinque secondi inflitta a Lewis Hamilton nel finale del Gran Premio d’Ungheria di F1 è stata il risultato di una violazione del regolamento sulla velocità in corsia box. Un errore di appena 0,1 km/h ha portato alla sanzione automatica secondo le norme della FIA.
All’Hungaroring, il limite di velocità in pit-lane era fissato a 80 km/h. Al termine della sosta, i sistemi di rilevamento hanno registrato la Ferrari di Hamilton a 80,1 km/h, confermando così lo sforamento di 0,1 km/h rispetto al limite consentito.
L’infrazione è stata causata dal momento in cui il sette volte campione del mondo ha disattivato il limitatore di velocità. Nel tentativo di rientrare in pista senza perdere terreno nel confronto diretto con Kimi Antonelli, Hamilton ha anticipato di una frazione di secondo la disattivazione del dispositivo, accelerando leggermente prima della linea consentita.
Le violazioni del limite di velocità in corsia box non lasciano alcun margine di interpretazione ai commissari. Il controllo è effettuato dai sensori della FIA, che misurano con precisione la velocità delle monoposto lungo il tratto interessato. Se viene rilevato anche il più piccolo superamento della soglia prevista, la penalità scatta automaticamente, senza tolleranza legata all’entità dell’eccesso.
Pertanto, anche uno sforamento minimo come quello registrato sulla Ferrari di Hamilton comporta inevitabilmente una sanzione di cinque secondi.
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