Zebina racconta il suo viaggio tra calcio e arte: "Capello mi ha aperto un mondo"

L’ex difensore Jonathan Zebina condivide aneddoti e riflessioni sulla sua carriera e sulla sua passione per l’arte, che ha scoperto grazie a Fabio Capello. Zebina racconta come il suo arrivo in Italia sia stato segnato da un inseguimento in un parcheggio da parte di Cellino, che lo portò a Cagliari. Il suo debutto in Serie A fu indimenticabile: marcò Roberto Baggio per 90 minuti, un’esperienza che lo catapultò in una nuova dimensione calcistica. Dopo due anni a Cagliari, Zebina approdò alla Roma, dove visse momenti di grande tensione, come l'uscita dalla Coppa Italia, seguita da una vittoria inaspettata che portò la squadra a diventare campione d'Italia. Ricorda la giornata di Roma-Parma con grande emozione: "Scoppiai a piangere prima della partita per la tensione". Parlando di Capello, Zebina sottolinea l'importanza del suo allenatore: "Mi ha dato fiducia e insieme abbiamo vinto tanto". Capello lo introdusse anche al mondo dell’arte, una passione che lo ha accompagnato dopo il ritiro, con la gestione di una galleria d’arte a Milano. Tuttavia, il suo trasferimento alla Juventus fu visto come un tradimento dai tifosi romanisti. Zebina si difende: "Il mio ciclo alla Roma era finito, perché dovrei essere un traditore?". Rievoca anche episodi difficili, come una manganellata ricevuta a Roma e conflitti con i tifosi, evidenziando il razzismo ancora presente nel calcio italiano. In conclusione, Zebina riflette sulla sua natura solitaria, che ha influito sulle sue relazioni nel mondo del calcio. "Ho un po’ pagato l’essere un tipo solitario", afferma, rivelando un lato più umano e vulnerabile della sua storia.
Source: Gazzetta.it - 2025-11-03