Tatuaggi scomodi nel calcio: da Spalletti a Di Canio, le storie da raccontare

Negli ultimi vent’anni, il calciatore e, più recentemente, anche l’allenatore sono diventati una vera e propria expo di tatuaggi. Questi disegni si possono trovare su braccia, colli, caviglie, schiene, toraci, cosce e dita, poiché "fin che c’è pelle c’è speranza e spazio per un tattoo". La pratica dei tatuaggi è vista come una vetrina da rivendicare, una storia scritta sulla propria pelle da esibire con orgoglio. Tuttavia, ci sono casi in cui alcuni tatuaggi, col passare del tempo, possono diventare scomodi e inopportuni. Questi cambiamenti avvengono spesso a causa delle carriere e dei destini dei giocatori, portando alcuni tatuaggi a essere contestati e, infine, oggetto di dibattito pubblico. Spalletti, ad esempio, si trova ora a gestire un tatuaggio che potrebbe non rappresentare più il suo attuale stato. Altri casi noti includono Di Canio e Pioli, che hanno vissuto situazioni simili. In questo contesto, i tatuaggi possono trasformarsi da simboli di orgoglio a fonti di controversia, richiedendo una riflessione sui significati che portano con sé.
Source: Gazzetta.it - 2025-10-31