Quando il glutine non è il colpevole: la verità sui sintomi alimentari

Negli ultimi anni, il glutine è stato demonizzato da atleti e celebrità, portando milioni di persone a credere di essere intolleranti, anche senza diagnosi di celiachia. Tuttavia, uno studio pubblicato su The Lancet da Jessica Biesiekierski dell'Università di Melbourne, mette in discussione questa convinzione, suggerendo che i sintomi potrebbero derivare dai FODMAPs, non dal glutine stesso. La revisione ha esaminato oltre 58 studi e ha rivelato che le reazioni specifiche al glutine sono rare. Come afferma Biesiekierski: "Per la maggior parte delle persone che pensano di essere intolleranti al glutine, raramente è il glutine la causa del loro malessere". Infatti, molti soggetti sensibili al glutine mostrano reazioni simili a un placebo. Inoltre, la ricerca suggerisce che i FODMAPs, in particolare i fruttani presenti nel grano, possono causare più gonfiore e disagio rispetto al glutine stesso. Coloro che seguono una dieta a basso contenuto di FODMAPs notano miglioramenti anche con il glutine reintrodotto. Un altro fattore da considerare è l'effetto nocebo: le aspettative negative possono amplificare la percezione del dolore intestinale. Biesiekierski spiega che "le convinzioni influenzano il modo in cui il cervello elabora i segnali dall'intestino". Eliminare il glutine può portare a una dieta più sana, ma ha anche costi: i prodotti gluten-free sono più cari e spesso poveri di nutrienti. È fondamentale che solo chi ha la celiachia eviti il glutine, mentre per gli altri è consigliabile valutare se il glutine sia davvero il problema.
Source: Gazzetta.it - 2025-11-04