Le ombre del carcere: Becker racconta la paura e il legame con Sinner

Oggi Boris Becker vive a Milano con la moglie Lilian, in attesa del loro primo figlio, ma le esperienze in carcere lo segnano ancora profondamente. In una recente intervista, confida: "Ho avuto paura di morire due volte". La prima volta è stata quando un detenuto, un assassino, lo ha affrontato urlando. Becker, con un vassoio del pranzo in mano, ha reagito, ma è stato protetto da altri prigionieri. Tre giorni dopo, lo stesso uomo si è inginocchiato e gli ha baciato la mano, un gesto per ristabilire il rispetto, che in prigione è fondamentale. Riflettendo sulla sua vita, Becker afferma: "La mia storia è una follia. Da ragazzo ero il più giovane campione di Wimbledon, quarant’anni dopo finivo in prigione". Riguardo a Jannik Sinner, rivela che nel gennaio 2022, mentre il giovane tennista era ancora seguito da Piatti, Sinner gli aveva chiesto di diventare il suo coach. Becker, preoccupato per la sua situazione legale, ha dovuto rifiutare, suggerendo invece altri nomi, tra cui Darren Cahill. Senza rimpianti oggi, Becker elogia Sinner per i suoi successi: "Quattro Slam a 24 anni: non credo che avrei potuto fare meglio di Cahill e Vagnozzi". Parlando della Coppa Davis, Becker comprende le scelte di Sinner, avendo vissuto esperienze simili nella sua carriera. Infine, a 58 anni, Becker osserva il tennis moderno: "I ragazzi di oggi sono poco curiosi, vivono in una bolla". Conclude affermando che, nonostante le difficoltà, ha trovato un equilibrio e sa che "anche dalle prigioni si può uscire liberi".
Source: Gazzetta.it - 2025-11-02