Football Manager 26: un passo avanti ma la rivoluzione è solo un miraggio

Dopo un anno di attesa, Football Manager 26 segna il ritorno di Sports Interactive con un titolo che promette di rinnovare l'esperienza di gestione calcistica. Paolo Sirio analizza le novità e le conferme di questo capitolo, il primo realizzato con un nuovo motore grafico. Il comparto grafico migliora grazie all'adozione di Unity, che offre nuove animazioni per i top player, ma la sensazione di trovarsi di fronte a un gestionale rimane. Le partite, ora più veloci, potrebbero far perdere l'effetto sorpresa delle animazioni, riportando alla mente il famoso detto "Excel con i tacchetti". In ambito tattico, spicca l'introduzione della possibilità di impostare moduli specifici per la fase di non possesso, un'idea che, sebbene interessante, non rappresenta una novità assoluta nel panorama videoludico. La gestione del mercato diventa più complessa, richiedendo una maggiore attenzione all'adattamento dei giocatori alle strategie difensive. La routine gestionale rimane pressoché invariata, con un carico di lavoro significativo che include riunioni e punti stampa, suscitando reazioni contrastanti tra i fan. Sebbene siano stati fatti alcuni tentativi di semplificazione, la percezione generale è che FM continui a seguire la sua tradizione, con rituali burocratici ben radicati. Un aspetto problematico è rappresentato dagli infortuni, con McKennie costretto a reinventarsi terzino in seguito a un'emergenza in rosa. Inoltre, la traduzione italiana presenta alcune imprecisioni, che stonano in un titolo di tale calibro. Infine, la licenza Fifa porterà una Coppa del Mondo giocabile nel corso dell'anno, segnando un importante passo per la serie. In sintesi, Football Manager 26 si presenta come un capitolo di transizione: visivamente curato e tatticamente profondo, ma non in grado di soddisfare le aspettative di una rivoluzione completa.
Source: Gazzetta.it - 2025-11-08