Kit contro il drink spiking: uno strumento per la sicurezza delle donne

Secondo i dati Istat, il 31.5% delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito nel corso della vita una forma di violenza fisica o sessuale. Tra queste, il 21% ha vissuto una violenza e il 5.4% è stata vittima di stupro o di un tentato stupro. In alcuni casi, le vittime si sono risvegliate senza alcun ricordo di quanto accaduto, probabilmente a causa di sostanze somministrate a loro insaputa. La pratica di contaminare cocktail e bevande, conosciuta come Drink Spiking, è purtroppo diffusa e rende le vittime vulnerabili a violenze. Per contrastare questo fenomeno, sono stati sviluppati dei kit rapidi in grado di rilevare l'alterazione di una bevanda, soprattutto se lasciata incustodita. Questi kit possono identificare un'ampia gamma di sostanze con un'accuratezza del 98%, in particolare per chetamina e Ghb, le più comuni per alterare i drink. Sono in grado di rintracciare anche cocaina e scopolamina, nota come la droga dello stupro, che rende le persone incapaci di difendersi. La prevenzione del drink spiking è un tassello fondamentale nella lotta contro la violenza di genere, gli stupri e le molestie. Il consenso deve essere sempre alla base delle relazioni, senza essere compromesso da sostanze inodori e insapori. I kit, denominati Cyd – Check Your Drink, permettono un controllo rapido: basta una goccia nell'area reattiva per determinare se c'è stata alterazione. Se il colore cambia, significa che è stata identificata una sostanza come Ghb, chetamina, cocaina o scopolamina. In tal caso, l'unica azione da intraprendere è buttare il drink e allontanarsi dal potenziale aggressore.
Source: Gazzetta.it - 2025-11-04