Figi, tra rugby e avventure: la storia di un'identità che resiste

A Twickenham, i Fiji affrontano l'Inghilterra, mostrando il loro spirito competitivo che li ha portati al nono posto nel ranking mondiale. I "figiani volanti" sono noti per le loro partite scalze, ma ora si sono guadagnati il rispetto del rugby mondiale dopo innumerevoli avventure. Le Figi, un arcipelago di 332 isole, hanno una tradizione rugbistica che dura da oltre un secolo. Coach Ilivasi Tabua, prima del Mondiale 2007, dichiarò: “Non siamo venuti per fare colore. Siamo venuti per competere”. Oggi, nonostante le difficoltà economiche, le Figi vantano una squadra professionistica, i Fijian Drua, e molti giocatori in club europei come Vilimoni Botitu a Castres e Luke Tagi a Bayonne. Il rugby è considerato una religione nelle Figi. Vilimoni Delasau, ex ala, ha affermato: “Per noi il rugby non è intrattenimento. È identità”. L'arcipelago ha affrontato sfide politiche e sociali, con il 24,1% della popolazione che vive sotto la soglia di povertà. Nonostante ciò, il rugby rimane un simbolo di unità e speranza. Il primo grande tour europeo delle Figi nel 1964 ha segnato l’inizio di una nuova era. La loro danza di guerra ha affascinato il pubblico gallese, e il giornalista John Reed scrisse: “È il più grande spettacolo di rugby d’attacco mai visto a Cardiff”. Nel 2007, in un contesto politico instabile, le Figi sconfissero il Galles, raggiungendo i quarti di finale del Mondiale. Graham Dewes dichiarò: “Questa vittoria è per loro”. Il 2024 ha portato sfide economiche: la Federazione ha affrontato problemi finanziari durante il tour europeo, ma nonostante tutto, i figiani hanno dimostrato la loro determinazione, vincendo contro la Georgia. Anche se le difficoltà non mancano, le Figi continuano a lasciare il segno nel mondo del rugby, portando avanti una tradizione che non verrà mai meno.
Source: Gazzetta.it - 2025-11-07