Wolfsburg retrocede, ma il legame con l'Italia resta indissolubile

All'ombra della stazione centrale di Wolfsburg, una statua di bronzo rappresenta un uomo con una valigia: è la memoria dei Gastarbeiter, gli italiani che negli anni '60 emigrarono per lavorare alla Volkswagen. Da quel primo treno del 17 gennaio 1962, Wolfsburg è diventata nota come "la città degli italiani", un legame che il calcio ha ulteriormente rafforzato con i suoi Campioni del Mondo. Nel 2008, il club ha vissuto una stagione storica con l'arrivo di Andrea Barzagli e Cristian Zaccardo, entrambi provenienti dal Palermo e protagonisti della vittoria del Mondiale 2006. Insieme a Zvjezdan Misimovic, Diego Benaglio, Grafite e Dzeko, hanno portato il Wolfsburg a vincere la sua unica Meisterschale. Quella stagione è entrata nella leggenda con un clamoroso 5-1 contro il Bayern Monaco. Oggi, il legame tra Wolfsburg e l'Italia si manifesta attraverso una rosa di giocatori con esperienze in Serie A. Tra questi, Denis Vavro, Joakim Maehle, Mattias Svanberg, Rogerio, Christian Eriksen e Jesper Lindstrøm. Ogni calciatore ha contribuito a scrivere la storia recente del club, che ha visto passare anche nomi illustri come Kevin De Bruyne, Mario Mandžukić e Ivan Perišić. Tuttavia, la stagione attuale ha segnato un punto di svolta: il Wolfsburg è retrocesso dalla Bundesliga dopo 29 anni consecutivi, chiudendo al 16° posto con soli 29 punti. La squadra ha subito 69 gol e non è riuscita a evitare la sconfitta nello spareggio contro il Paderborn. La statua dell’Emigrante rimarrà a testimoniare un legame profondo, mentre il club dovrà affrontare una nuova realtà.
Source: Gazzetta.it - 2026-05-26