Gli All Blacks avviano la ricostruzione: Rennie punta sulla ripresa verso il 2028

Gli All Blacks cercano di rialzarsi dopo una delle fasi più complicate della loro storia recente. Sebbene le vittorie non siano mancate del tutto nell’era di Scott Robertson, il rendimento della Nuova Zelanda ha smesso di intimidire il mondo del rugby come in passato. Critiche e dubbi sono emersi a causa di: Un gioco giudicato troppo conservativo Difficoltà nel creare occasioni in transizione Una generale perdita d’identità Ora, con il nuovo corso affidato a Dave Rennie, si punta a invertire la rotta, con il Rugby Championship come primo banco di prova sulla strada verso la Rugby World Cup 2028. Rennie ha già delineato la filosofia che accompagnerà la sua gestione, sottolineando di non essere interessato ai giocatori capaci soltanto di "qualche giocata spettacolare". La sua richiesta è di continuità, intensità e sacrificio da tutti i 23 convocati. Il tema centrale sarà l’etica del lavoro: ripetere gli sforzi, mantenere alta la pressione e restare efficaci per tutta la partita. Questa scelta rappresenta anche una risposta alle fragilità mostrate dagli All Blacks nell’ultimo anno, quando la squadra ha spesso faticato a imporre ritmo e aggressività. Sul piano tattico, Rennie intende recuperare una delle armi storiche della Nuova Zelanda: il contrattacco. Con una reputazione costruita su un rugby offensivo e dinamico, il tecnico ha l’obiettivo di punire immediatamente gli errori avversari. Tuttavia, i numeri dell’ultima stagione parlano chiaro: solo tre mete nate da contrattacco e tre da turnover, un dato quasi impensabile per una nazionale che ha sempre fatto della velocità di esecuzione e della lettura degli spazi il proprio marchio.
Source: OASport - 2026-05-20